Milano: non può donare sangue perché è gay




Cronaca | Evelyn Baleani | 17 luglio 2010 alle 16:58

donazione di sangueMilano è stata protagonista dell’ennesimo caso di discriminazione nei confronti di un gay. È successo nelle ultime ore all’ospedale Gaetano Pini , dove a un giovane, volontario da otto anni, è stato vietato di  donare sangue perché omosessuale dichiarato.

Non è la prima volta, purtroppo, che nel capoluogo lombardo si verificano vicende di questo genere. Nel 2007, anche il Policlinico aveva impedito  a un ventottenne gay di fare una donazione. 

Preso di mira, ai tempi come nel recente episodio, non tanto l’orientamento dei donatori, quanto il rapporto omosessuale maschile, considerato comportamento a rischio.

Il caso ha originato immediate polemiche in ambito politico. La parlamentare del PD Paola Concia ha annunciato una interrogazione al Ministro della Salute. Angelo Bonelli, Presidente nazionale dei Verdi, ha invece dimostrato profondo sdegno nei confronti dell’omofobia, un fenomeno  che sta divenendo sempre più diffuso in Italia.

 I Verdi presenteranno un esposto alla Corte dei Diritti Umani e alla Comunità Europea. Nel loro proposito emerge con chiarezza il desiderio di dare una svolta all’Italia, un paese che, a detta dello stesso Bonelli,  sembra essere regredito ai “tempi dell’età della pietra sul rispetto dei diritti civili”.

Resta ora da chiedersi se queste  prime e inevitabili reazioni condurranno realmente a un progresso  nella lotta contro l’omofobia, o si ridurranno, come spesso accade, a una semplice bolla di sapone.

Evelyn Baleani

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Articolo scritto da Evelyn Baleani

Evelyn Baleani Evelyn Baleani 37 anni, di cui dieci trascorsi a girovagare tra Italia e Spagna. Mi occupo di contenuti per i media. Solare, sognatrice, curiosa, odio la routine e tutto ciò che "tarpa le ali". Le mie più grandi passioni: scrivere, leggere, viaggiare... ma prima di ogni altra, la Spagna.
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25 commenti

  1. Enrico scrive:

    Avete rotto con queste proteste!!! Il regolamento è chiaro; chi dichiara un comportamento sessuale a rischio è escluso a priori. Perciò se ti sta bene la regola OK altrimenti sei escluso. Se non ti piace,puoi sempre stare lontano da quelle associazioni che, a tuo dire, sono discriminanti. Nessuno ti obbliga, ma se fai una scelta (di donare) sappi che ci sono delle regole. Ciao

  2. lisa scrive:

    Ma che Palle davvero! Appena gli si “nega” qualcosa ai gay si alza un polverone!come dice Enrico, ci sono regole, per cercare di tutelare al meglio il ricevitore di sangue,si sa che i Gay uomini hanno rapporti anali e si sa che sono pericolosi, quindi per cercare di far contenti loro e non farli sentire “diversi” bisogna far rischiare chi ha necessità di sangue?? E’ ridicolo, ed è ancora più ridicola la personalità politica che alza i polveroni per prendere 4 voti in più, tanto ragazzi gay, si sà che a loro, dei vostri diritti, non interessa niente! sveglia!! e poi parlate sempre di diritti..e i doveri???

  3. Andrea scrive:

    X Enrico, non basterebbe fare un analisi del sangue e tutto sarebbe risolto??!!
    PS: probabilemente se tu avessi urgente bisogno di una trasfusione ti andrebbe bene il sangue anche di un gay chiaramente purchè sano.

  4. RITA scrive:

    Come si definisce un rapporto a rischio ???
    Mi spiego sono una donna di 43 anni, donatrice da 25 con medaglia e altrettanto mio marito, le figlie hanno appena iniziato, questo come presupposto per far capire che un po conosco l’ambiente, ma non si dice niente come rapporti a rischio del “caro” marito o “cara” moglie che cornificano a destra e a manca (alcuni si vantano pure di avere rapporti senza preservativo in quanto è più bello)e col cavolo che lo autodichiarano………………………

  5. Andrea scrive:

    Anzi mi viene il dubbio che i volontari “normali” non venghino per niente controllati.

  6. Mike scrive:

    Basta co sti gay la dovete finire, i Verdi peggio ancora che difendono donatori con comportamenti a rischio dichiarati. Dovremmo denunciare noi questa forma di attacco alla prevenzione delle malattie infettive tramite donazione. Basta con sto problema dei gay……polveroni solo per arrivare al matrimonio tra omosessuali che non dovrebbero mai concedere!

  7. Andrea scrive:

    x lisa ahahahhhah e perchè i rapporti anali sono pericolosi?? sono pericolosi se uno dei due patner è malato, ma questo vale per qualsiasi rapporto sessuale etaro, gay o bsx.

  8. umberto scrive:

    Hai ragione Lisa,che palle ! Per evitare tante polemiche,interrogazioni parlamentari etc che ci costerebbero molto di piu,facciamoli contenti.Li facciamo donare e poi lo versiamo nel cesso,visto che ci sono delle leggi sanitarie che parlano chiaro.cosi sono contenti tutti.

  9. Rudy Bandiera scrive:

    Andrea wrote:

    Anzi mi viene il dubbio che i volontari “normali” non venghino per niente controllati.

    No no, che non venghino dcontrollati…

    Comuque, Rita ha completamente ragione. Il punto è: cosa significa rapporto a rischio e chi ammette di averlo? Se una donna non è gay ed ha rapporti anali è a rischio quanto l’uomo ma qual’è la donna che dice di prenderlo dietro ad un dottore che gli deve prelevare il sangue?
    E poi, come dice Andrea, non andrebbe bene fare un esame del sangue invece di ghettizzare chi pratica il sesso anale?
    Ma stiamo scherzando?

  10. umberto scrive:

    @ Andrea:
    ciao Andrea,sono circa 30 anni che sono donatore all’Avis e posso garantirti che ogni 3 mesi i controlli sono rigorosi.Almeno nella mia città.

  11. Andrea scrive:

    RITA wrote:

    Come si definisce un rapporto a rischio ???
    Mi spiego sono una donna di 43 anni, donatrice da 25 con medaglia e altrettanto mio marito, le figlie hanno appena iniziato, questo come presupposto per far capire che un po conosco l’ambiente, ma non si dice niente come rapporti a rischio del “caro” marito o “cara” moglie che cornificano a destra e a manca (alcuni si vantano pure di avere rapporti senza preservativo in quanto è più bello)e col cavolo che lo autodichiarano………………………

  12. Andrea scrive:

    Ohh Andrea e allora non capisco dove stà il problema….o meglio a questo punto è veramente una questione omofoba??!! se si fanno i controlli e la persona è sana cosa importa se gay, etero, bsx, trans ecc ecc. ???

  13. Ale scrive:

    Gay haters, haters dei gay haters e haters degli haters dei gay haters… il ciclo avrà mai fine?

    E come spiega il medico delle visite pre-donazione, un rapporto a rischio è definito come rapporto di QUALSIASI tipo, etero, omo, protetto, non protetto etc, ma OCCASIONALE. E.g. se io ho rapporti non protetti con la mia fidanzata da 4 anni, non è un comportamento a rischio. Se io vado in discoteca una sera, rimorchio e ho un rapporto con preservativo, è un comportamento a rischio. Non dovrebbe contare il fatto di essere etero o omo. Probabilmente i medici, o chi per loro, hanno agito sul diffusissimo pregiudizio che omosessuale=AIDS.

  14. cristina scrive:

    il mio commento è rivolto a quelle persone che non vogliono una donazione gay. Immagino siano di una età ormai avanzata….in quanto dimostrano una chiusura mentale degna di persone di un’altra epoca. Lo dimostra il fatto che, prima di fare una donazione del sangue vengono fatti esami precisi e accurati sul donatore, indipendentemente dall’orientamento sessuale e questa regola vige in tutti gli ospedali e associazioni che raccolgono sangue.
    Il problema è che non c’è informazione sulle regole da seguire.
    Una cosa vi suggerisco: prima di commentare almeno documentatevi!!!!

  15. Enrico scrive:

    X Andrea: come avrai capito, spero, io sono un vecchio, da 40 anni, donatore e ho anche avuto incarichi di responsabilità nel mio gruppo ma ti posso garantire che, se mai un politico, chiunque sia, si avocasse il diritto di interferire ni regolamenti sanitari ecco, in quel momento io non sarei più un donatore. Non si tratta di omofobia ma del fatto che chi ha bisogno di trasfusioni o di emoderivati, ha già abbastanza problemi di suo senza che noi gliene andiamo a creare altri. Se poi uno è gay e lo vuole dichiarare, affari suoi.

  16. Enrico scrive:

    X Cristina: IO avrò una chiusura mentale ma tu dimostri di non conoscere le procedure.Gli esami “precisi e accurati” di cui parli vengono fatti all’atto dell’iscrizione e DOPO sulla sacca del sangue prelevato. PRIMA ti fanno solo l’emocromo (se sai cos’è) e una visita con controllo della pressione sanguigna. Se poi mi dici che ci sono posti con regole diverse mi fai cadere le braccia… Prima di donare, devi barrare e firmare un questionario che non lascia adito a dubbi. Forse faresti meglio a informarti tu prima di parlare di cose che non conosci. Ciao

  17. cristina scrive:

    rispondo ad enrico: parlo perchè ho donato anch’io il sangue e so la procedura che viene seguita e quella che dici viene fatta solo se sei un donatore abituale. Se un donatore va a donare il sangue al san raffaele, per esempio, vengono fatti gli esami prima, dopodichè puoi o no donare il sangue!!!
    Vedi che non c’è informazione e regole ben chiare?

  18. alessio scrive:

    Ma guarda un po’: io sono gay, ho sempre donato il sangue specificando ogni mia abitudine.
    Le domande al colloquio sono state (ovviamente non solo) riguardo alle mie abitudini sessuali e alle protezioni utilizzate: non mi è stato chiesto di specificare se di tipo omosessuale o eterosessuale.
    Tutte le volte ho donato senza problemi, evidentemente il mio comportamente non è così rischioso.
    Ora che faccio, la prossima volta vado a dire “scusi, vorrei specificare sono frocio, posso donare come ho sempre fatto o se ve lo dico il mio sangue fa schifo?”
    No ditelo, perchè uno si adegua. Magari fa anche a meno di sbattersi per fare qualcosa di buono per gli altri. Magari smette di pretendere dagli altri la sensibilità sociale che viene richiesta.

  19. Flamel scrive:

    E tutti quegli etero che hanno rapporti a rischio senza protezione?
    (Ma li leggete i giornali? Ci sono piu eterosessuali sieropositivi che gay !)
    E il 90% dei gay che sono sposati e che donano o possono donare il sangue?
    E tutti quei gay che donano il sangue e non dicono di essere gay?
    E quelli che muoiono perchè manca il sangue? Vagli a dire che c’era solo sangue gay… Meglio morto che un po’ di sangue gay: lo diresti a tuo figlio o a tuo padre, signor omofobo?

  20. marco scrive:

    Il problema non dovrebbe essere SE il donatore sia gay o meno ma se abbia avuto rapporti a rischio (secondo una definizione precisa) o meno in un periodo ben definito.
    Esistono gay monogami da decenni come etero che si accoppiano con partner diversi due o tre volte ogni mese.
    Quello che appare da questi eventi è, semplicemente, una arretratezza culturale del paese, e delle persone che lo abitano, che fa paura.
    Fino a che la faccenda sarà focalizzata sul sesso delle persone coinvolte nei rapporti si tratterà, semplicemente, di discriminazione.

  21. Enrico scrive:

    Per Cristina: Tanto per saperlo, quanto tempo resti in attesa al tuo San Raffaele prima che ti dicano sì o no?

  22. Pietro scrive:

    Ma bravi! Proibiamo a tutte le persone con comportamenti sessuali a rischio di donare il sangue! Bene! Così non ci sarà più sangue per nessuno in caso di bisogno! Siete geniali! Il premio Nobel vi meritate!!! Io il mio sangue me lo tengo.
    Se le persone che dovrebbero favorire le donazioni hanno questi atteggiamenti, è meglio che nessuno doni il sangue. Un messaggio per tutti i gay: non aiutate più nessuno, non fate volontariato, non donate il sangue, non donate gli organi. Dopo ne riparliamo!

  23. RITA scrive:

    x Pietro
    Al di la che tu sia gay, etero o assesuato (santo), nessuna legge ti obbliga a donare il tuo sangue, ma c’è un piccolo particolare, e se ne avessi bisogno tu ???
    Per me donare sangue è un dovere (morale) e come tale lo assolvo in quanto in famiglia persone a me care ne hanno avuto bisogno, ma donando posso dire che i controlli non sono molto approfonditi (almeno sui donatori abituali) e si basano su 4 fogli di domande a cui uno deve rispondere con delle crocette e si prende la responsabilità firmando, poi viene fatto l’emocromo, la pressione e ogni 3 anni circa una radiografia (questo almeno in FVG dove io dono), sul sangue viene fatto la ricerca di epatite e aids……………. un piccolo problema sono le “finestre” di questi mali che non si vedono……..
    Purtroppo conosco un caso di una persona che pensando di essersi infettata in seguito a rapporti a rischio,è andata a donare sangue “perchè così mia moglie quando arrivano gli esiti non si allarma e all’ospedale se chiedo di fare il test per l’aids di sicuro qualcuno lo riferisce”……….
    Forse ci vorrebbe un altra mentalità per noi italiani………
    P.S. Tanto la persona che mi aveva detto di avere il dubbio di essere stata infettata (primo gli hò detto che è un imbecille) in secondo luogo hò avvisato la responsabile del centro trasfusionale, hà provveduto a richiamare l’imbecille che non aveva contratto malatie gravi, ma un infezione (fastidiosa, ma purtroppo non mortale, se lo sarebbe meritato visto la sua deficenza e menefreghismo verso la salute altrui).

  24. Enrico scrive:

    Per Pietro: Vai a rileggerti le ultime 2 righe della risposta che ho dato ad Andrea, il 19/8 forse ti si chiarisce un concetto di base che qui fingi di ignorare.

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