Ma dove è finita la pandemia annuale?
Cronaca, Ecologia e salute, Eventi, Milano, Politica | Massimo Negrisoli | 7 settembre 2010 alle 20:52
Accidenti, mi sono distratto un attimo e solo ora mi accorgo che l’estate è quasi trascorsa senza il consueto allarme pandemia.
Ma dove sono finite le mucche pazze, i volatili infetti e la grande pandemia influenzale? Tutte queste calamità si sono forse accorte di aver messo avanti l’orologio e che al previsto armageddon del 2012 mancano ancora 2 anni oppure, il colossale flop registrato lo scorso anno ha convinto case farmaceutiche e governi a mantenere un tono ‘più soft’?. Diciamo pure a ‘volar basso’?
E io che mi aspettavo, che so, un piccolo allarme per una nuova pandemia veicolata dai cefali (dopo i i bovini, i suini e i volatili mancavano infatti solo i pesci all’appello). Ricordo quasi con nostalgia gli anni dell’allarme ‘Mucca Pazza’, ‘influenza aviaria’, ‘Sars’, ‘Influenza suina’. quest’anno è come se fosse mancato un appuntamento ‘fisso’, come quello con le rondini che annunciano la primavera o l’ora legale. Insomma, come faranno quest’anno le industrie farmaceutiche a campare? I casi sono due: o l’anno scorso, complice anche la superficialità di alcuni governi, hanno messo abbastanza fieno in cascina, oppure è stato scoperto il loro gioco.
Iniziare a maggio/giugno una calibrata ‘campagna del terrore’ in vista del consueto appuntamento delle vaccinazioni autunnali sembrava essere diventata una moda. E’ stato un crescendo, fino ad arrivare l’anno scorso a situazioni a dir poco ‘imbarazzanti’ con gli aereoporti inglesi che misuravano la febbre o controllavano la presenza di eventuali sintomi di raffreddamento ai passeggeri oppure, con la gente che circolava indossando mascherine di protezione o con in tasca gel o salviettine disinfettanti. Anche Milano come le altre città non si è sottratta al proliferare di disinfettanti e strumenti di prevenzione che venivano venduti addirittura nelle edicole. Gente in metropolitana che terrorizzata dalla possibilità di rivivere il periodo della grande epidemia di Spagnola circolava sugli autobus e le metropolitane indossando guanti di lattice e mascherine.
Lasciamo poi perdere interi governi (tra cui il nostro) che sembra abbiano stipulato contratti aperti con le industrie farmaceutiche per accapparrarsi dosi impressionanti di vaccini. Resta in sospeso una domanda che posi in questo periodo un anno fa: dove sono finite tutte le dosi di vaccino acquistate dal governo italiano e quanto in definitiva è stato speso???? Non raccontiamoci troppe storie, il passaggio da un’overdose di notizie sui ceppi influenzali in arrivo per l’inverno al silenzio totale è quanto mai sospetto, anche nei confronti dei media che paiono non essersi posti nemmeno le domande che sto esplicitando in questo post. Del resto non venitemi a raccontare che come ogni anno non sia già stato individuato il ceppo influenzale in circolazione il prossimo inverno, ma vi è un sicuro imbarazzo a darne semplice comunicazione.
Dopo la figuraccia dell’anno scorso dove non passava giorno senza che il giornale/telegiornale/radiogiornale di turno si sentisse in dovere di aggiungere nuovi dettagli all’apocalittico scenario che si andava definendo, sembra che ora nessuna redazione voglia esporsi con una qualsiasi notizia legata all’argomento influenza/pandemia. Con l’allarme dell’anno scorso numerose società hanno fatto fior di quattrini, a partire dalle aziende farmaceutiche per finire con quelle che hanno venduto migliaia se non milioni di mascherine, guanti, gel disinfettanti e altri ausili di prevenzione. Nemmeno nei film apocalittici di Resident Evil o basati sul diffondersi di pandemie inarrestabili ho assistito a scene di panico come quelle che la scellerata campagna mediatica, sicuramente avviata e gestita da qualcuno nelle retrovie, è riuscita a generare l’anno passato.
Avranno finalmente imparato la lezione che insegna cosa si rischia continuando a gridare al lupo oppure, stanno semplicemente lasciando sedimentare il polverone sollevato un anno fa in attesa di tornare alla carica la prossima primavera? In ogni caso, manteniamo alta la guardia e l’attenzione, dimostrando sempre di saper ragionare con la nostra testa senza farci manipolare indiscriminatamente. Resta comunque in sospeso la domanda sulla sorte dei vaccini e sui soldi effettivamente spesi.
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Beh ad essere sinceri un tentativo di “pademia” c’è stata proprio alla fine di agosto…durata però solo pochi giorni… diciamo che quest’anno sono un po in ritardo…
@cristina: è vero, hai ragione, hanno accennato velocemente a una nuova vittima del cosidetto morbo della mucca pazza. In effetti è sembrato più un tentativo per ‘sondare’ le reazioni alla notizia. In ogni caso l’argomento è già datato e metabolizzato e non più in grado di scatenare le reazioni del primo minuto. Per mantenere la tradizione servirebbe qualcosa di completamente nuovo. Io insisto con l’influenza veicolata dai cefali, oopure dai tonni, sono più diffusi nei nostri mercati